OGGI VENIVA ASSASSINATO ROBERT KENNEDY

Mar, 06/06/2017

Nel discorso tenuto il 18 marzo 1968 alla Kansas University disse: "Con troppa insistenza e troppo a lungo, sembra che abbiamo rinunciato alla eccellenza personale e ai valori della comunità, in favore del mero accumulo di beni terreni. Il nostro PIL ha superato 800 miliardi di dollari l'anno, ma quel PIL - se giudichiamo gli USA in base ad esso - quel PIL comprende l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le autostrade dalle carneficine. Comprende serrature speciali per le nostre porte e prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende la distruzione delle sequoie e la scomparsa delle nostre bellezze naturali nella espansione urbanistica incontrollata. Comprende il napalm e le testate nucleari e le auto blindate della polizia per fronteggiare le rivolte urbane. Comprende il fucile di Whitman e il coltello di Speck, ed i programmi televisivi che esaltano la violenza al fine di vendere giocattoli ai nostri bambini. Eppure il PIL non tiene conto della salute dei nostri ragazzi, la qualità della loro educazione e l'allegria dei loro giochi. Non include la bellezza delle nostre poesie e la solidità dei nostri matrimoni, l'acume dei nostri dibattiti politici o l'integrità dei nostri funzionari pubblici. Non misura né il nostro ingegno né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione per la nostra nazione. Misura tutto, in poche parole, eccetto quello che rende la vita degna di essere vissuta. Ci dice tutto sull'America, eccetto il motivo per cui siamo orgogliosi di essere americani". 
Pochi mesi dopo questo bellissimo discorso, nella sera tra il 5 giugno ed il 6 giugno 1968, nella sala da ballo dell'Ambassador Hotel di Los Angeles, Bob Kennedy incontrò per l'ultima volta i suoi sostenitori per festeggiare la vittoria elettorale del giorno precedente nelle primarie della California. Era il favorito nella corsa alla presidenza per continuare il lavoro del fratello John F. Kennedy, per la lotta per i diritti umani, a favore dei neri, come Martin Luther King, ucciso anche lui due mesi prima. 

Dopo il discorso, mentre usciva dall'hotel attraverso la cucina, venne colpito da alcuni proiettili, sotto gli occhi del suo staff, dei reporter e dei teleoperatori che lo seguivano. Molte fra le persone presenti, per lo più personale ed invitati, rimasero ferite.
In base all'autopsia, Kennedy presentava un foro d'entrata del proiettile nella tempia destra. Le conclusioni dell'autopsia furono completamente ignorate, alimentando il sospetto che il colpo mortale sia stato esploso da un membro dello staff di Kennedy, mentre il presunto assassino, Sirhan B. Sirhan che aveva sparato frontalmente, avrebbe avuto solo il ruolo per distrarre i presenti, mentre il vero assassino agiva indisturbato.
Kennedy morì in ospedale, dove era stato trasportato subito dopo il ferimento, all'alba del 6 giugno. Aveva 42 anni. Le sue ultime parole, pronunciate subito dopo essere stato colpito e appena prima di perdere conoscenza, erano state: "E gli altri? Come stanno gli altri?". 
L'assassino fu subito arrestato e poi condannato. 
Il quarto figlio di Bob, David Anthony Kennedy (Washington, 15 giugno 1955 - Palm Beach, 25 aprile 1984)all'ora tredicenne, assistette in televisione l'omicidio del padre, esperienza che segno tutta la sua vitae non si riprese mai più. Per lo shock non fu più lo stesso. Morirà per overdose di droga successivamente.

David Zahedi