L'ANNUNCIO DELL'IMPERATORE HIROHITO

Ricorre ogni anno fino a Gio Dic 31 2020 .
Mar, 15/08/2017
Mer, 15/08/2018
Gio, 15/08/2019
Sab, 15/08/2020

Alla fine della seconda guerra mondiale il Giappone fu occupato dalle potenze alleate vincitrici, guidate dagli Stati Uniti con contributi da parte del Regno Unito. 
L'inizio della seconda Guerra Mondiale per il Giappone e per gli Stati Uniti d’America coincide con l’attacco di Pearl Harbor, partito il 26 novembre ed avvenuto il 7 dicembre del 1941, il nome in codice dell'operazione era Hawaii.
Senza una preventiva dichiarazione di guerra da parte del Giappone, l’attacco Giapponese fu realizzato per via aerea e navale, colpendo duramente la flotta americana posizionata nella base navale di Pearl Harbor.
I giapponesi, come alleati della Germania e dell’Italia, dimostrarono una notevole capacità bellica e una determinazione capace di giungere fino all’autodistruzione. Pertanto gli Americani si videro costretti ad utilizzare per la prima ed ultima volta le due Bombe Atomiche. Il 6 agosto 1945 ne sganciarono una su Hiroshima e il 9 agosto 1945 un’altra su Nagasaki.
Il 14 agosto 1945, il Giappone si arrese 
a seguito dell'invasione sovietica della Manciuria.
Il 15 agosto 1945 Hirohito, imperatore del Giappone, suprema carica dello stato e, secondo le tradizioni giapponesi, di discendenza divina, dichiarò ai suoi sudditi che a causa delle armi micidiali degli americani era impensabile proseguire la guerra e pertanto ordinò di fermare qualsiasi azione bellicosa contro i nemici. In sostanza dichiarò la resa del Giappone firmata il giorno precedente.
Il 2 settembre 1945, la resa fu formalizzata con la firma di un Atto. Le forze Alleate, soprattutto statunitensi, assunsero il controllo del paese, e "per ottanta mesi dopo la resa del 1945, il Giappone fu sotto l'esercito occupante, e il suo popolo soggetto a “controllo militare straniero”. L'Amministrazione occupante era sotto il comando del generale MacArthur, che tecnicamente avrebbe dovuto rapportarsi ad un consiglio nominato dalle potenze alleate, ma che in pratica fece tutto da sé. 
Solo al trattato di San Francisco, firmato l'8 settembre 1951, segnò la fine dell'occupazione alleata. Giappone tornò ad essere completamente libero solo dopo la sua entrata in vigore del 28 aprile 1952.

Si dice che Hirohito era un imperatore fragile e moderato, molte delle scelte fra cui l’entrata in guerra, sembra che siano state influenzate dai suoi militari. Hirohito in seguio dichiarò ad un pastore metodista che era andato a trovarlo che se avesse ricevuto, prima dell’attacco di Pearl Harbor, il telegramma che Roosevelt gli aveva inviato e che non arrivò mai, chiedendogli di non dare inizio alle ostilità, lui avrebbe fermato l’attacco.
L'Imperatore Giapponese, era sempre stato scettico sull’andamento della guerra e si era reso conto che la sconfitta era solo procrastinata e che il suo impero era comandato e governato da un gruppo di alte gerarchie dell’esercito, dell’aviazione e della marina.
Sua maestà imperiale Showa, nato Hirohito (Tokyo, 29 aprile 1901 - Tokyo, 7 gennaio 1989), il 124º imperatore del Giappone secondo il tradizionale ordine di successione, dal 1926 fino alla sua morte nel 1989, fu in assoluto il più lungo della storia del Giappone. salì al trono a 24 anni, sostituendo il padre Taisho da tempo malato, e il suo regno fu contraddistinto dalla sua levità; era infatti uno studioso preciso e meticoloso ma refrattario alle responsabilità di governo. Amava la biologia marina e studiava con attenzione, in un laboratorio appositamente costruito, pesci e crostacei di cui dettava l’analisi ad un biologo. Era anche un poeta alla ricerca della serenità e del distacco e quando dovette incontrare il generale MacArthur per parlare dei termini della resa del suo Impero sembra che non riuscì a parlare di nulla che avesse a che fare con le contingenze diplomatiche e politiche, anche se si prese tutta la responsabilità per l’attacco di Pearl Harbor e la successiva guerra.
Nel 1946, accettò la nuova costituzione imposta dagli americani che prevedeva fra l’altro la sua decadenza da essere divino, ammettendo per sempre la sua non superiorità della razza giapponese e altre razze del mondo. 
Hirohito si spense nel 1989 dopo una breve malattia lasciando un Giappone profondamente cambiato ed evoluto.
.
David Zahedi