COLORNO: PITTURA E FOTOGRAFIA IN TANDEM COME SIMBOLO DI CULTURA

La Reggia di Colorno ha riaperto da un paio di mesi i suoi ambienti ad eventi espositivi di rilievo, con la grande rassegna intitolata" Stile Italiano: Arte e Società 1900 – 1930" allestita con la collaborazione tra Provincia di Parma, Comune di Colorno e il Massimo e Sonia Cirulli Archive. Oltre 150 opere, molto selezionate compongono un quadro sull’arte Italiana del XX secolo che celebra il "fare italiano" o made in Italy offrendo un punto di vista documentato sulla complessità artistica, creativa ed estetica dell'Italia della prima parte del Novecento. Come in un prisma la mostra "Stile Italiano, riflette la molteplicità degli ambiti artistici presi in considerazione, lo spirito del secolo, in un dialogo continuo tra pittura, scultura, disegni, grafica pubblicitaria, progetti per l'industria e le loro implicazioni poetiche e filosofiche.
I dipinti di Balla, Sironi, Licini, Russolo, Previati, oltre che le fotografie di Luxardo, Ghergo, Ghitta Carell, le fotodinamiche di Masoero, Munari e Bragaglia, i manifesti pubblicitari ideati da artisti come Enrico Prampolini, Lucio Fontana, Marcello Dudovich, le sculture di Thayaht, i fotomontaggi di Bruno Munari, ci parlano della nostra avventurosa presenza nel secolo appena concluso, descrivendo le mille sfaccettature di quello che è internazionalmente riconosciuto come lo stile italiano. “La multidisciplinarità è uno dei grandi pregi di questa rassegna, che la rende vissuta e nel contempo viva di sorprese per i visitatori. Naturalmente è legittimo chiedersi se esista davvero uno stile italiano e se sia possibile definire alcune caratteristiche della sua modernità. Tra le possibili risposte cerchiamo di abbozzare alcuni fondamenti: un aspetto emozionale che arricchisce un prodotto più artigianale che industriale e la cui forma spesso deriva in modo pragmatico dalla funzione; la semplicità, ovvero il tentativo di cancellare tutto il superfluo senza essere obbligatoriamente più semplici; la fantasia che fa da contrappeso alle regole troppo rigide della progettualità; l’eleganza, ovvero il risultato di un equilibrio compositivo, di una partitura cromatica ed estetica ottenuta per futili motivi, per puro godimento della bella forma”.
Da La santità della luce del 1910 del futurista Russolo, dal disegno Stazioni per treni ed aeroplani di Sant’Elia del 1912 alla fotografia vintage dello Sviluppo di una bottiglia nello spazio di Boccioni del 1912 alla Città che sale di Licini del 1914, solo per fare alcuni esempi delle opere che sono contenute nell'Archivio e che sono qui esposte è esplicitato tutto lo sforzo descrittivo ed analitico di inizio secolo verso un mondo inafferrabile, in continuo mutamento, descrivibiile solo attraverso la molteplicità delle sue trasformazioni, un mondo complesso che riflette la profonda esaltazione della modernità italiana, della velocità, del dinamismo, della urbanizzazione, della industrializzazione. E allora scorrere le immagini che vanno dal Profilo continuo del 1933 di Bertelli al Poeta incompreso di Munari, dai manifesti giallo intenso per la Perugina di Seneca a quelli per la Campari di Depero, Nizzoli e Munari, è un succedersi caleidoscopico di suggestioni visive, ricordi, passioni, stili con un comune denominatore: lo stile italiano.
“Difficilmente, anche il visitatore più distante dai temi dell’arte, potrà rimanere – conclude Massimo Cirulli – indifferente e non notare la qualità eccellente di un lavoro che non è solo relegato ad un passato da ricordare con affetto, ma che è ancora vivo nel nostro patrimonio culturale e industriale, consolidato nel linguaggio visivo di un'intera nazione”.

Paolo Fontanesi