OGGI, TENTARONO DI UCCIDERE RONALD REAGAN

Il 30 marzo 1981, Ronald Wilson Reagan, 40° presidente degli Stati Uniti d’America (dal 1981 al 1989), fu ferito da un folle attentatore.
Il presidente ha appena finito un discorso, esce dall’hotel Hilton di Washington e si avvia verso la limousine, quando, v
iene ferito da un colpo di pistola sparato da John Hinckley junior, uno squilibrato che si mimetizza fra i giornalisti e spara sei colpi contro il presidente mancando di un soffio il cuore. Reagan viene portato subito nella limousine e trasportato al George Washington Hospital. Non perde conoscenza e rivolto alla moglie scherza: “Non sono riuscito a schivarlo”. A uno dei chirughi dice: “Per favore, mi dica di essere repubblicano”
La sua figura ha lasciato un’impronta indelebile nella storia americana degli anni ’80.
Di lui il Presidente George W. Bush ha detto: “Reagan seppellì l’era della paura e della tirannide nel mondo. Lascia dietro di se un mondo che aveva contribuito a restaurare, e un mondo che aveva contribuito a salvare”.
Mentre invece, Colin Powell, segretario di stato americano ha dichiarato: “Ha dato energia allo spirito d’America. Il suo ottimismo e la sua convinzione del trionfo finale della democrazia hanno contribuito a mettere fine alla guerra fredda. Sono fiero di essere stato un soldato sotto la sua presidenza, il mondo e gli americani saranno sempre in debito con lui. Era una persona unica, un americano inimitabile”.
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Francesco Murini