ORGASMO SCONOSCIUTO, DI DR.SSA CLAUDIA CARDINALI

C. é una donna adulta, di circa 45 anni, che non ha mai avuto un orgasmo in vita sua. Ne parla come cercando di convincersi e di farsi ridire da me che é troppo tardi ormai, che deve rassegnar si all’idea che per lei é e resterá cosí. “Chissá perché – le dico – ha cosí paura di averlo, signora?!”. È lei, un pó spiazzata ribatte “no! Ho paura di non averlo, anzi so che non l’avró mai, dottoressa!?!”.
Come altre donne anorgasmiche primarie, anche C. ha delle fantasie (infondate) su una possibile malformazione congenita o acquisita dei propri genitali: questa convinzione le serve per spiegare il non orgasmo e sostenere l’impossibilitá ad averlo. Ma, salvo eccezioni (esiti di interventi chirurgici, per lo piú), questo non é probabile. Il problema sta nella sua mente.
L’orgasmo é lí, bisogna “soltanto” andarlo a cercare, avere la pazienza di curiosare e di scoprire, sapendo che “lui” arriverá. Per fare questo C. deve mettersi nell’ottica di provare: toccarsi, guardare, ascoltare le sensazioni. Nel mentre superando le difficoltá “mentali ed emotive” che antepone a tutto ció.
Rallentare, dosare meglio i tempi con cui era abituata a fare le cose, in generale, ha rappresentato un elemento necessario ed opportuno per predisporla all’ascolto delle proprie sensazioni (fisiche) e delle emozioni.
C. ha imparato a mollare il controllo (come bisogno di sapere in anticipo conseguenze, soluzioni, ecc) che non funziona davvero a risolvere quanto, piuttosto, irrigidisce i muscoli e restringe la possibilitá di sentire, limitando quindi i movimenti e la varietá emotiva. Come dire, che il suo mondo aveva meno colori cosí.
“Cedere”, “stare” sono state esperienze nuove, per lei, portate avanti parallelamente sul piano fisico: attraverso ripetuti contatti con la sua vagina e la stimolazione del clitoride, e su quello emotivo: in varie situazioni, al lavoro come nelle relazioni piú significative per lei (marito, figlia, genitori, ecc).
La tendenza allo sconforto al presentarsi di una sensazione negativa o al non presentarsi di una positiva (perché attesa da lei), é stato un elemento ricorrente nel percorso verso la meta, ed ha permesso comunque a C. di fortificarsi in termini di tenacia, di determinazione e di concentrazione verso l’obiettivo.
Ció la stava cambiando giá nel mentre, durante il suo viaggio, dunque.
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L’anorgasmia il piú delle volte rappresenta per la donna una opportunitá di percorrere strade nuove, in cui poter affinare qualitá personali, sviluppare attitudini, trasformare debolezze in punti di forza, scoprire sensazioni e modalitá di stare al mondo e di guardare le cose in maniera diversa. Il ché serve ad arrivare ad avere finalmente un sano e goduto orgasmo.
Buon viaggio a tutte!


Dr.ssa Claudia Cardinali