Ferrari 288 GTO, 1984

Ferrari 288 GTO

Ferrari 288 GTO, 1984
Ferrari 288 GTO, 1984

La Ferrari GTO, conosciuta anche con la sigla non ufficiale di Ferrari 288 GTO, è una automobile prestigiosa prodotta in 272 esemplari dalla Ferrari, tra il 1984 ed il 1985.

Dotata di un motore 8 cilindri di 2855 cm³, sovralimentato da due turbocompressori IHI con due intercooler, capace di raggiungere con i suoi 400 CV la velocità massima di 305 km/h, fu la prima Ferrari dotata di iniezione elettronica derivata dalla Formula 1, denominata Weber-Marelli IAW che ne migliorava la fluidità di erogazione, mantenendo inalterato le prestazioni di auto da corsa. Tuttavia, per la sua erogazione della potenza poco lineare dovuta al ritardo di risposta dei motori turbo di quegli anni e l’assenza di dispositivi elettronici di controllo, era molto impegnativa da controllare.

Ferrari GTO-1984
Ferrari GTO-1984
Ferrari GTO-1984
Ferrari GTO-1984
Ferrari 288 GTO, 1984
Ferrari GTO, 1984

Nella estetica la GTO sembra la versione muscolosa della 308 GTB disegnata da Pininfarina, dalla quale deriva la 308 GTB Speciale,  conosciuta anche come Millechiodi: i parafanghi sono allargati per ospitare pneumatici da 225/55VR16 davanti e 265/50VR16 dietro, lo spoiler posteriore è maggiorato, le feritoie laterali ricordano quelle della 250 GTO, sotto la calandra un generoso spoiler ospitava i gruppi ottici e la carrozzeria completamente nuova era in kevlar, un materiale innovativo 5 volte più resistente dell’acciaio.

I 200 esemplari previsti divennero presto 270. Gli ultimi 2, richiesti personalmente da Giovanni Agnelli (Torino il 12 marzo 1921 – Torino, Il 24 gennaio 2003), destinati a Niki Lauda (Vienna, 22 febbraio 1949 – Zurigo, 20 maggio 2019) e a un magnate del medio-oriente che aveva fatto atterrare l’elicottero di Gianni Agnelli sul suo yacht a Montecarlo chiedendo in cambio una Ferrari 288 GTO.

La Ferrari costruì 4 prototipi della 288 GTO: due di queste auto sono andate distrutte nel corso dei crash test, un’altra è stata smontata e i componenti sono stati venduti come ricambi ad un cliente Ferrari la cui auto aveva subito un incidente. L’ultimo prototipo è rimasta di proprietà della Ferrari fino al 1987 poi venduta ad un collezionista.

La 288 GTO Evoluzione
La 288 GTO Evoluzione

L’erede della Ferrari 288 GTO fu la F40 del 1987, dotata di un’evoluzione dello stesso propulsore ma con modifiche estetiche derivanti dal “288 GTO Evoluzione”, costruite in 5 esemplari nel 1985 allo scopo di partecipare alle competizioni di Gruppo B. Il programma di partecipazione alle competizioni non venne mai portato a termine, ma i 272 esemplari di GTO, tutti prodotti nel classico colore Rosso Corsa, furono venduti rapidamente su prenotazione, ancora prima che la vettura entrasse in produzione.

Le modifiche apportate sulla versione Evoluzione comprendevano un frontale più aerodinamico, telai rinforzati, alleggerimento della carrozzeria e potenziamento del motore fino a 650 CV grazie all’uso di turbocompressori di dimensioni maggiori: con questi interventi la velocità massima è stata teorizzata intorno a 360 km/h.

A occuparsi dell’allestimento di quelli che sarebbero stati a tutti gli effetti i muletti della successiva F40, fu la Michelotto Automobili scuderia padovana che correva con delle 308 GTB dotate di carrozzeria in vetroresina.