GLI ANEDDOTI SUGLI ARTISTI

Prima di essere grandi artisti sono stati uomini, con le loro debolezze, i loro sogni e aneddoti che insieme hanno formato la loro storia, la loro maturità e la loro formazione; un uomo rappresenta ciò che ha incontrato prima.

 

  • Il padre di Claude Oscar Monet (Parigi, 14 novembre 1840 – Giverny, 5 dicembre 1926) era fermamente contrario che il figlio diventasse pittore: avrebbe preferito che avesse un’attività seria, come una drogheria.
  • All’inizio Jackson Pollock (Cody, 28 gennaio 1912- South – Hampton, 11 Agosto 1956) si guadagnava da vivere facendo le pulizia delle statue per la nettezza urbana. Fece anche il bidello nella scuola dove il fratello Charles insegnava.
  • Da ragazzo, Salvador Dalì (Figueres, 11 maggio 1904 – Figueres, 23 gennaio 1989) diede fuoco alla propria stanza.
  • Salvador Dalì (Figueres, 11 maggio 1904 – Figueres, 23 gennaio 1989)
  •  (Figueres, 11 maggio 1904 – Figueres, 23 gennaio 1989) era uno studente indisciplinato e fu buttato fuori dalla sua scuola di  Madrid.
  • Alla domanda del Papa Giulio II della Rovere (Albisola, 5 dicembre 1443 – Roma, 21 febbraio 1513), quando avrebbe potuto vedere le decorazioni della Cappella Sistina, Michelangelo Buonarotti (Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564) rispondeva, irritando il papa:“quando avrò finito”.
  • Salvador Dalì (Figueres, 11 maggio 1904 – Figueres, 23 gennaio 1989)
  •  (Figueres, 11 maggio 1904 – Figueres, 23 gennaio 1989) era convinto di essere la reincarnazione del fratello, morto per una gastroenterite nove mesi prima che lui nascesse.
  • Vincent Van Gogh e Paul Gauguin

    Paul Gauguin (Parigi, 7 giugno 1848 – Hiva Oa, 8 maggio 1903) e Vincent Van Gogh (Zundert, 30 marzo 1853 – Auvers-sur-Olise, 29 luglio 1890) erano amanti. La rottura sentimentale fra i due fu causata quando Van Gogh aggredì Gauguin e si taglio l’orecchio per donarlo ad una prostituta.

  • Vincent Van Gogh (Zundert, 30 marzo 1853 – Auvers-sur-Olise, 29 luglio 1890) fu un artista molto prolifico: nell’arco della sua vita fece più di 1100 tra schizzi e disegni e dipinse 900 quadri. Ne vendette solo uno e morì poverissimo.
  • Per qualche mese, Paul Gauguin (Parigi, 7 giugno 1848 – Hiva Oa, 8 maggio 1903) lavorò come sterratore per la realizzazione del Canale di Panama.
  • Leonardo di ser Piero da Vinci (Anchiano, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519) era mancino. I suoi manoscritti sono scritti da destra verso sinistra.
  • Michelangelo Buonarotti, (Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564) riteneva che la firma sui propri lavori sia un biasimevole atto di orgoglio. La Pietà è l’unica opera su cui è incisa una piccola “M” in corsivo. Disse di essersi pentito di aver contrassegnato il marmo in quel modo.
  • “Le Bateau – La barca” opera di  Henri Matisse del 1953

    Il 3 dicembre 1961, il dipinto “Le bateau” di Henri Matisse  (Le Cateau-Cambrésis, 31 Dicembre 1869 – Nizza, 3 Novembre 1954) venne appeso al contrario al Museum of Modern Art. Rimase appeso così per 46 giorni prima che qualcuno se ne accorgesse.

  • Paul Cézanne (Aix-en-Provence, 19 gennaio 1839 – Aix-en-Provence, 22 ottobre 1906), in un’occasione, a Édouard Manet (Parigi, 23 gennaio 1832 – Parigi, 30 aprile 1883) disse: “non le stringo la mano, signor Manet, perché sono due settimane che non la lavo“.
  • Nel 1911, quando La Gioconda fu rubata dal Museo del Louvre, Pablo Picasso (Malaga, 25 ottobre1881 – Mougins, 8 aprile1973) fu fra le persone indagate. Probabilmente, il suo nome era stato segnalato da Guillaume Apollinaire (Roma, 26 agosto 1880 – Parigi, 9 novembre 1918),  un poeta, scrittore, critico d’arte e drammaturgo francese.
  • Leonardo di ser Piero da Vinci (Anchiano, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519) era vegetariano: a tal proposito egli sosteneva che non voleva essere la tomba di altri esseri viventi.
  • Un giorno a Pieter Bruegel (Breda, 1525/1530 circa – Bruxelles, 5 settembre 1569) venne commissionato un dipinto: il pittore olandese dipinse una chiesa al centro di un bel paesaggio. Il committente, scontento, gli chiese perché non avesse dipinto qualche figura umana. Il pittore rispose che erano tutti in chiesa. Allora, il committente disse: Ripasserò a ritirare il quadro quando tutti saranno usciti dalla chiesa.
  • Lorenzo il Magnifico (Firenze, 1º gennaio 1449 – Firenze, 9 aprile 1492) incaricò il giovane Michelangelo Buonarotti, (Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564) di realizzare la testa di un fauno vecchio. Lo scultore realizzò il fauno con la bocca aperta, in modo da mostrare la lingua e i denti. Lorenzo il Magnifico, per burlarlo, gli fece osservare che i vecchi di solito non avevano una dentatura tanto perfetta. Allora, il giovane scultore ruppe un dente del fauno e gli trapanò la gengiva. Lorenzo, sorpreso dalla prontezza e dalla semplicità d’animo del giovane, decise di essere il suo mecenate.
  • Paul Cézanne (Aix-en-Provence, 19 gennaio 1839 – Aix-en-Provence, 22 ottobre 1906) passò gli ultimi anni della sua vita in una volontaria solitudine; il suo carattere chiuso non si adattava alla presenza degli amici che lo circondavano.
  • Gustave Courbet (Ornans, 10 giugno 1819 – La Tour-de-Peilz, 31 dicembre 1877), nella propria scuola realistica, mise un cartello con le sue quattro regole:

-Non fare quello che faccio io;

-Non fare quello che fanno gli altri;

-Anche se tu facessi quello che fece Raffaello non esisteresti: è un suicidio;

-Fa’ quello che vedi, che senti, che vuoi.

 

  • Un uomo criticò Pablo Picasso (Malaga, 25 ottobre1881 – Mougins, 8 aprile 1973) perché  realizzava opere poco realistiche. Picasso gli chiese: “Mi può mostrare dell’arte realistica?”  L’uomo gli mostrò la foto della propria moglie e a quel punto, Picasso gli disse: “Quindi sua moglie è alta cinque centimetri, bidimensionale, senza braccia né gambe, e senza colori tranne sfumature di grigio?
  • Donatello (Firenze, 1386 – Firenze, 13 dicembre 1466) realizzò un crocefisso così perfetto e realistico da suscitare una dura critica da parte dell’amico Filippo Brunelleschi (Firenze, 1377 – Firenze, 15 aprile 1446), il quale gli disse di aver messo in croce un contadino. Donatello, risentito, provocò l’amico dicendo che nemmeno lui sarebbe riuscito a realizzare un lavoro migliore del suo. Così, Filippo Brunelleschi, segretamente, iniziò a realizzare un crocefisso. Alcuni mesi dopo Brunelleschi invitò Donatello a mangiare a casa sua. I due andarono insieme a fare la spesa al mercato e Brunelleschi mise nel grembiule dell’amico le uova, il formaggio e altri ingredienti della spesa. Si avviarono verso casa e entrando nell’abitazione, Donatello vide il crocefisso di Filippo. Era così perfetto che per lo stupore aprì le mani e fece cadere le uova dal grembiule. Brunelleschi disse: adesso non potevano più mangiare. Donatello rispose: Io per me ho avuto la parte mia. Se vuoi la tua, prenditela. Ma ormai a me spetta fare i contadini e a te i Cristi.
  • Una sera, Pablo Picasso (Malaga, 25 ottobre1881 – Mougins, 8 aprile1973), alla presentazione di un conto salato di un rinomato ristorante parigino, consegna al cameriere un suo disegno fatto in quel momento su un tovagliolo e gli chiede di consegnarlo al direttore del ristorante. Pochi attimi dopo ritorna il cameriere e gli riferisce: “Il direttore ha detto che va bene, ma le chiede gentilmente di mettere anche la sua firma autografa sul tovagliolo”, e Picasso risponde; “dica al direttore che volevo pagargli il conto mica comprargli il ristorante”.
  • In Giappone, dopo un’orgia, i componenti dei Zeppelin si accorsero di essere rimasti senza vestiti, sottratti da una fan locale.
  • Giovanni Boldini oltre ad essere un famoso pittore di bellezze femminili, era anche un esperto del bel mondo. Un giorno, un suo amico gli domandò che differenza ci fosse tra le “cocottes” e le dame del bel mondo. Boldini gli rispose: “C’è solo una differenza: Le “cocottes” non sempre riescono a sembrare delle dame, ma le dame sono sempre uguali alle “cocottes”.
  • Si racconta che il giovane Giotto di Bondone (Vespignano, 1267 circa – Firenze, 8 gennaio 1337) nella bottega di Cimabue, dipinse una mosca sul naso ad una figura realizzata dal maestro e che Cimabue si accorse dello scherzo, solo dopo aver più volte tentato con la mano di mandarla via.
  • Si racconta che il figlio del pittore Francesco Francia fosse molto bello e quando Michelangelo Buonarotti, (Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564) lo vide disse: “Tuo padre è più bravo a fare le figure vere che quelle dipinte”.