IL PROCESSO DI NORIMBERGA

Il 1° ottobre del 1946 si conclude il Processo di Norimberga, in cui vengono sancite le condanne per crimini di guerra ai principali esponenti del regime nazista.
Fu scelto Norimberga perchè è la citta in cui, nel 1935, furono emanate le leggi contro la comunità ebraica. Nel processo ci furono due distinti gruppi di nazisti coinvolti nella seconda guerra mondiale e nella Shoah. Lo scopo principale non era solo perseguire i crimini di guerra legati al massacro del popolo ebraico, ma anche punire coloro che avevano costruito un’architettura che aveva lo scopo di impadronirsi della Germania e di proseguire un massacro generalizzato contro il popolo europeo.
Il processo di Norimberga iniziò il 20 novembre 1945 e si concluse il 1 ottobre 1946. Fu un processo mediatico e storico che mise a giudizio, di fronte al mondo, la classe politica e militare della Germania dal 1935 al 1945. 
Per il processo le potenze come l'Inghilterra, USA, Unione Sovietica e Francia inviarono i propri giudici ed i condannati vennero giustiziati nel carcere di Norimberga il 15 ottobre 1946. 
Nel 1942, gli alleati avevano creato una commissione interna contro i crimini di guerra, ma solo il 30 ottobre del 1943 si determinò quello che poi sarebbe diventata la costruzione dell’impianto generale del Tribunale Internazionale di Norimberga. L'Atto venne siglato dai tre ministri degli esteri dei principali paesi schierati contro la Germania di Adolf Hitler: l’americano Cordell Hull, l’inglese Anthony Eden e il russo Vjačeslav Molotov. 
La conferenza durò dal 18 ottobre all’11 novembre del 1943 e il documento che fu stilato, non solo delineò l’organizzazione e la struttura del Tribunale Internazionale, ma anche l’impianto accusatorio e le motivazione principali per cui lo si doveva costituire. In seguito durante le tre conferenze internazionali di Teheran del 1943, Jalta del 1945 e Postdam del 1945 i tre capi di Stato: Churchill, Roosevelt e Stalin dettarono le linee politiche che il Tribunale Internazionale avrebbe dovuto seguire per punire i criminali nazisti.
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Capi d’accusa furono quattro:

  1. La cospirazione, considerato la causa principale che ha dato inizio agli atti criminali contro l’umanità.
  2. I crimini contro la pace e cioè aver sconvolto l’Europa con atti di aggressione che violavano i territori degli Stati sovrani e aver spinto il mondo ad affrontare la Seconda guerra mondiale.
  3. I crimini di guerra e che si inseriva in una serie di violazioni di diritto internazionale e della Convenzione dell’Aja che concernevano i trattamenti riservati alle popolazioni civili e ai prigionieri.
  4. I crimini contro l’umanità e considerava gli atroci massacri perpetrati contro minoranze e popoli.

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La parte tecnica e giuridica del processo fu elaborato durante l’estate del 1945 e deciso in modo definitivo con il documento che lo istituiva e che fu approvato dagli esperti di diritto internazionale e penale l’8 agosto dello stesso anno.
Si procedette con una selezione dei principali rappresentanti delle istituzioni e degli apparati tedeschi che avevano contribuito a costruire la macchina nazista e l’avevano sostenuta nei suoi propositi criminali. Il processo venne diviso quindi in due gruppi; il primo gruppo vide alla sbarra i gerarchi militari e politici, ossia coloro che prendevano le decisioni, mentre il secondo gruppo sviluppò dodici processi minori a carico di personaggi meno noti ma ugualmente responsabili, come i medici e amministratori, che si erano compromessi con la macchina da guerra e di sterminio nazista.

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I principali condannati del primo troncone del processo furono:

  • Martin Bormann, segretario del Partito nazista e collaboratore strettissimo di Hitler. Fu condannato a morte.
  • Hermann Göring, era considerato il braccio destro di Hitler ed era l’esponente nazista più importante che partecipò al processo. Era stato Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica con il grado di Feldmaresciallo e Presidente del Parlamento, inoltre era stato uno degli architetti del riarmo militare della Germania. Fu condannato a morte.
  • Joachim Von Ribbentrop, era stato il Ministro degli Esteri del Reich dal 1938 al 1945. Firmò il patto Molotov-Ribbentrop che comprendeva il protocollo segreto in cui veniva delineata la spartizione della Polonia.
  • Rudolf Hess, era stato vice di Hitler fino al 1941 quando venne arrestato dagli inglesi in Scozia. Condannato all’ergastolo.
  • Hans Frank, era stato governatore della Polonia dal 1939 fino alla liberazione e Ministro della Giustizia del Reich. Condannato a morte.
  • Wilhelm Frick, era stato Ministro dell’Interno di Hitler e aveva partecipato all’ideazione delle leggi razziali di Norimberga.
  • Il generale Wilhelm Keitel, Capo dell’Alto Comando delle forze armate tedesche. Condannato a morte.
  • Il generale Alfred Jodl, comandante di un’ armata, vice di Keitel e consulente di Hitler. Condannato a morte, fu assolto nel 1953.
  • Albert Speer, era stato Ministro degli armamenti di Hitler e su consigliere. Aveva avuto l’incarico dal Fuhrer di riprogettare gran parte del centro di Berlino ed era il suo architetto preferito. Fu condannato a 20 anni di carcere durante i quali scrisse le sue memorie.
  • Alfred Rosemberg, Ministro delle zone di occupazione orientali, era stato anche un ideologo del nazismo e ispiratore delle leggi razziali. Fu condannato a morte.
  • Walther Funk, Ministro dell’Economia e presidente della Banca centrale del Reich. Fu condannato all’ergastolo.
  • Ernst Kaltenbrunner, Capo dei servizi di sicurezza del Reich e uno degli esponenti di spicco delle SS. Fu condannato a morte.
  • Karl Donitz, Capo Supremo della Marina Militare, fu per breve tempo capo del governo dopo la morte di Hitler e tentò vanamente di raggiungere un compromesso dignitoso con gli alleati. Fu condannato a 10 anni di reclusione.
  • Erich Raeder, Comandante Supremo della Marina Militare, fu sostituito nel 1943 da Donitz. Fu condannato a morte.
  • Fritz Sauckel, procuratore generale con la responsabilità del programma di sfruttamento della manodopera dei prigionieri di guerra. Fu condannato a morte.
  • Baldur von Schirach, Capo della Gioventù hitleriana. Fu condannato a 20 anni.
  • Arthur Seyss Inquart, Governatore per il Reich dei Paesi Bassi. Fu condannato a morte.
  • Konstantin von Neurath, Ministro degli Esteri di Hitler fino al 1938 quando fu sostituito da Ribbentrop mentre lui fu nominato Governatore del Protettorato di Boemia e Moravia. Si dimise in contrasto con Hitler ma non rinnegò la sua vicinanza al nazismo e al Fuhrer. Fu condannato a 15 anni.

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Ancora oggi ci sono opinioni contrastanti, soprattutto per quanto riguarda il diritto internazionale, sulla validità del processo, perché fu imbastito soprattutto sulla violazione delle convenzioni internazionali che la Germania non aveva ratificato come la Convenzione dell’Aia, la Convenzione di Ginevra e il Patto Briand-Kellogg.
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David Zahedi