OGGI LA REPUBBLICA DEL SUDAFRICA VIENE RIAMMESSA ALL’ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE

Dopo l’abolizione dell’apartheid, la politica razziale del governo di etnìa bianca del Sudafrica, il 23 giugno 1994, La Repubblica del Sudafrica, viene riammessa all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. 
Già nel 1973, l’apartheid fu dichiarato crimine internazionale da una convenzione delle Nazioni Unite, dalla International Convention on the Suppression and Punishment of the Crime of Apartheid”, ma entrò in vigore solo nel 1976.  Successivamente inserito nella lista dei crimini contro l’umanità.
L’apartheid viene discusso per la prima volta nel 1917 dal primo ministro sudafricano Jan Smuts, ma solo, nel 1948, dopo la vittoria del Partito Nazionale anche nelle elezioni, l’idea divenne una legge. I principali iideatori furono: Daniel François Malan, Johannes Gerhardus Strijdom e Hendrik Frensch Verwoerd, il vero e proprio “architetto dell’apartheid”.

La politica dell’apartheid aveva due scopi:

  • la separazione dei bianchi dai neri nelle zone abitate, e divieto dell’uso degli stessi mezzi e strutture pubbliche.
  • l’istituzione dei BANTUSTAN, dei veri e propri ghetti per i neri nel Sudafrica e in Namibia. territori semi-indipendenti in cui molti neri furono costretti a trasferirsi.

Gli afrikaner, la maggioranza della popolazione bianca, erano favorevoli ad una politica razzista; mentre i sudafricani di origine inglese, malgrado il sostanziale appoggio dell’apartheid, erano più concilianti nei confronti dei neri.
Durante la seconda guerra mondiale un gruppo di intellettuali afrikaner influenzati dalla politica di Adolf Hitler completò la teorizzazione del progetto dell’apartheid. Più tardi nacque un’organizzazione segreta per promuovere gli interessi degli afrikaner. Il progetto prese definitivamente forma nel 1948.
Le principali leggi che costituivano il sistema erano:

– divieto dei matrimoni misti.
– divieto di rapporti sessuali con una persona di razza diversa. 
– registrazione di caratteristiche razziali “Population Registration Act”.
– divieto di qualsiasi opposizione che venisse etichettata dal governo come “comunista” .
– divieto alle persone di diverse razze di entrare in alcune aree urbane.
– divieto alle persone di colore diverso di utilizzare le stesse strutture pubbliche, fontane, sale d’attesa, marciapiedi, etc.
– la discriminazione razziale in ambito lavorativo.
– costituzione dei bantustan, ghetti per la popolazione nera, apparentemente indipendenti ma in realtà sottoposti al controllo del governo sudafricano. Gli abitanti dei bantustan non avevano diritto alla cittadinanza sudafricana.
– la popolazione nera poteva frequentare i quartieri della gente “bianca” solo con degli speciali passaporti
– I neri erano privati di ogni diritto politico e civile. 
– Potevano frequentare solo l’istituzione di scuole agricole e commerciali riservati a loro.
– I negozi dovevano servire tutti i clienti bianchi prima dei neri. 
– Nel 1956 la politica di apartheid fu estesa a tutti i cittadini di colore, compresi gli asiatici.
– Negli anni sessanta 3,5 milioni di neri chiamati bantu, furono sfrattati con la forza dalle loro case e deportati nelle “homeland del sud”.
– Nel 1990, la liberazione di Nelson Mandela, dopo 27 anni di prigionia, e la sua successiva elezione a capo dello Stato, indicano la fine dell’apartheid.

– Il 1 Marzo del 1990, Nelson Mandela viene eletto vice presidente dell’African National Congress.
Le elezioni del 1994 sono state concluse con la vittoria dell’ANC (African National Congress), con il 62,65% dei voti, ma purtroppo al di sotto della soglia del 66,7%, cioè i due/terzi, che avrebbero permesso di modificare la costituzione. Da quell’elezione, l’ANC ha governato e governa ininterrottamente il paese, prima con Nelson Mandela, poi con Thabo Mbeki e successivamente con Kgalema Motlanthe e Jacob Zuma.
– Nel 1995, La Commissione per la Verità e la Riconciliazione si è occupata di raccogliere testimonianze sulle violazioni dei diritti umani, concedendo l’amnistia a chi avesse confessato spontaneamente e pienamente i crimini commessi agli ordini del governo.

Francesco Murini